Una carezza di parole

La quarantena ci ha impedito di compiere quei semplici gesti che sono consueti ed essenziali nella vita affettiva di tutti. Per i ragazzi è stato motivo di grande sofferenza non poter incontrare gli amici, i nonni, un amore, un genitore che vive altrove. Ho provato a spiegare loro che le parole possono scaldare il cuore anche più di una carezza, un bacio, un abbraccio. La parola scritta, poi, è magica: con ventuno segni combinati fra loro è capace ci farci sorridere o commuovere, di farci arrabbiare o annoiare; e poi può essere letta e riletta, così dura per sempre. Così li ho invitati a inviare una carezza di parole a una persona cui tenevano. Ne sono venuti fuori degli scritti molto intensi, profondi, teneri e dolenti. Sinceri come le loro facce smarrite dietro lo schermo.

Prof. Armida Parisi

Classi seconde Liceo Mazzini

Photo by Marie Chiong on Unsplash

Ti scrivo con il cuore pieno di tristezza ma al tempo stesso fiduciosa che presto potremo riabbracciarci quando quest’incubo Sarà finito e potremo tornare a stare insieme. In questi giorni di solitudine e malinconia mi dà  conforto il ricordo dei giorni spensierati trascorsi insieme, quel tempo felice in cui tutto ci sorrideva e ridevamo anche delle cose più banali . La distanza fisica non potrà mai cancellare il bene che ho per te e spero che quest’affetto ti accompagni sempre come una carezza che ti conforta quando ti senti un po’ giù. Il momento è difficile e ogni mattina a quando apro gli occhi al risveglio sembra aver avuto un incubo ma purtroppo la realtà è questa e non possiamo  fare altro che tenere duro, resistere e rispettare quelle che sono le regole  per sconfiggere questo male. Ma tu sei sempre nei miei pensieri e non ho mai smesso di volerti bene, anche se in passato qualche incomprensione ci aveva allontanate, ma io non dimentico che siamo cresciute insieme e che ti considero la sorella che non ho mai avuto , non dimentico tutte le volte che mi sei stata vicino con pazienza hai condiviso le mie gioie i miei piccoli dispiaceri hai saputo rispettare i miei silenzi le mie tristezze e segreti che ti ho confidato e non dimentico tutte le volte che hai saputo sdrammatizzare con una battuta i miei momenti di ansia e di insicurezza. Mi hai sempre incoraggiato e per me  rimarrai sempre un esempio di sensibilità e educazione. Vorrei ringraziarti per l’affetto che mi dimostri e spero che al più presto potrai ritornare a Napoli e ti prometto che se accadrà ti sarò sempre vicino

Claudia

 

In questo periodo di quarantena sono lontana da molte persone  cui tengo. Una di queste è la mia migliore amica. Non vedo Chiara da quando si sono sparse le prime notizie “Cinese aggredito in metro”. Sì la mia amica è cinese, però non è un virus. Lei, insieme alla sua famiglia sta subendo di più rispetto agli altri. Ed io sentendomi lontana da lei soffro ogni giorno di più sapendola bisognosa di aiuto. Tornerei indietro per un abbraccio, uno solo o meglio una carezza. Mi manca. Non ci conosciamo da tantissimo tempo, ma non ci è voluto tanto per capire che le voglio un bene immenso. Mi manca tutto di lei: la sua goffaggine, la sua infinita gentilezza… Non riesco a descrivere a parole quanto mi manca. Sento che per la prima volta qualcuno ha veramente bisogno di me e io di lei. Sento di essere importante, di contare per lei. Mi viene da piangere pensando purtroppo a quello che sta passando, situazione ahimè di molte famiglie italiane al momento. Ma la cosa che mi strugge di più è il fatto che stia affrontando tutto questo da sola.  Spero con tutto il mio cuore che questa situazione passi presto sopratutto per vederla.  Questa quarantena mi ha tolto molto, troppo. È una persona forte. Lotta da sola. 

Elena

 

Il 21 febbraio 2020 sarà ricordato per sempre come il giorno in cui è iniziato la tragedia immane che ha colpito il nostro Paese. Dopo quella terribile data, di giorno in giorno, è stato un susseguirsi di numeri sempre crescente di contagiati ma soprattutto di morti causati da co-vid19. Una cosa straziante quella di leggere storie di vite spezzate e ancor più triste a volte di intere famiglie distrutte da questo nemico invisibile. Oggi è passato più di un mese da quel giorno e la nostra vita è cambiata totalmente: siamo chiusi in casa per le misure restrittive adottate dalle Istituzioni finalizzate a ridurre i contagi. Quindi la mia situazione attuale è questa: non ho avuto più contatti sociali se non con persone che fanno parte del mio nucleo familiare da più di un mese oramai. Lo sconforto che mi assale in alcuni momenti è davvero tanto, perché ciò che mi manca di più è proprio la vita sociale, la quotidianità: andare a scuola, uscire con gli amici, la partita di calcetto, andare a nuoto, gareggiare… la vita condivisa con gli altri. A volte allora per sentire meno la nostalgia e l’angoscia di questo strano momento che tutti stiamo vivendo, cerco di immaginare il momento in cui tutto questo sarà finito: gli abbracci e soprattutto le carezze che potrò dare a tutte le persone che mi sono mancate. Ah, quante cose che mi sono mancate in questo periodo e di cui ho capito l’importanza: gli sguardi, i contatti anche fisici, e il calore dei miei nonni, dei miei cugini, dei miei zii, degli amici veri, dei professori…… ma anche del venditore del negozio sotto casa, dell’ambulante che sale a vendere le penne nella metro, in poche parole di tutte le persone che fanno parte della mia vita, dagli affetti più cari alle persone più comuni. Allora idealmente nei momenti più tristi il mio cuore si riempie di gioia al pensiero che presto tutto questo sarà finito e gli abbracci e le carezze avranno un sapore diverso perché i rapporti umani avranno più valore di quanto ne avevano prima del 21 febbraio.

Giovanni

Ciao!

Come stai? Come stai trascorrendo questi giorni? A causa della quarantena purtroppo ora non possiamo vederci; possiamo vederci in videochiamata ma non è la stessa cosa. Vorrei passare il tempo come prima quando uscivamo e ci divertivamo tutto il giorno, oppure quando andavamo a casa tua e tu mi preparavi da mangiare ogni volta. Poi, finito di mangiare, ci buttavamo sul divano e invece di studiare guardavamo Netflix tutto il giorno.

Adesso, però, anche se non possiamo vederci passiamo tutto il tempo in videochiamata. Tu, stranamente, mi pensi sempre, anche se a volte non me lo merito! Sei una persona fantastica, gentile con tutti e sempre divertente; sei la ragazza più bella del mondo e, anche se non me ne capacito, ogni giorno scegli di voler stare con me.

Non ti preoccupare se in questi giorni ti senti sola: ci sono io con te. Possiamo fare tutto quello che vogliamo, anche se da uno schermo, che non è il meglio, ma ci accontentiamo!

Possiamo giocare ai videogiochi, anche se so già che vinceresti tu, perché sai che non sono molto pratico con queste cose; potremmo vedere un film o una serie tv, infatti, ci sono molte app per guardarle simultaneamente. Se vuoi, il sabato per occupare il tempo (e la nostra pancia!) potremmo fare le crepes al pistacchio, ovviamente, perché sai quanto mi piacciono!

È vero, possiamo fare tutto queste cose, ma continui a mancarmi, perché ormai è diventato pesante non poterti vedere: in due anni mi sono abituato ad averti sempre intorno. La tua presenza è diventata scontata e, direi, indispensabile per la mia vita quotidiana.

Spero che questa quarantena non si prolunghi ancora per molto e non vedo l’ora di riabbracciarti e di rivederti presto.

Tuo,

Gianluca

 

Oggi  ti voglio dedicare un gesto davvero molto semplice, anche se virtuale, una carezza dove all’interno di questa ci metto tutto il mio amore, la mancanza, i ricordi e la voglio di rivederti; eh si questa carezza la dedico proprio a te che mi sei sempre stato accanto in qualunque situazione, anche se non ne eri coinvolto, mi hai sempre difeso davanti a tutti  anche se avevo torto e rimproverato subito dopo facendomi capire i miei errori in modo da non ripeterli in futuro; quindi questa carezza la dedico a te amico mio, Anto.

Dicono che una carezza sia un gesto davvero misero ma questo lo insinuano le persone con un cuore di ghiaccio, che non conoscono e non vogliono conoscere la sensazione di voler bene  una persona e di tenerci davvero a tal punto di essere una solo cosa e te ne rendi conto solo quando questa inizia a far parte della tua quotidianità, proprio come te.

Non te lo dico spesso ma ti voglio bene e sei il mio migliore amico che per me significa tanto, mi fai ridere quando ho solo voglia di piangere, mi dai la forza di rialzarmi ogni volta che cado, credi in me anche se io non lo faccio e mi dici di essere forte anche se mi sta crollando il mondo addoso; per questo sei speciale, riesci a vedere sempre la luce infondo al tunnel, cerchi sempre una speranza in ogni cosa e anche se sai che è inutile ci provi lo stesso, perchè? beh perchè sei fatto così, prima di arrenderti provi tutte le strade possibili.

Ti dedico questa carezza quasi come un ringraziamento, per essere quello che sei e per sopportarmi costantemente. Questa quarantena oltre a distruggerci psicologicamente ci sta anche aiutando a capire quanto la nostra amicizia è forte, non ci siamo mai abbandonati tantomeno lo faremo  in questa situazione devastante anzi come già sta accadendo continueremo a sapere tutto l’una dell’altra e non solo continueremo a darci consigli ed aiutarci quando saremo in difficoltà. Mi manchi molto e ci tenevo a donarti questa carezza delicata e leggera.

Marzia

 

In questo periodo di quarantena, nella mia mente ho avuto molti pensieri, alcuni positivi e altri negativi, ma la cosa che penso continuamente è che non posso vedere più i miei amici, cugini, compagni e altre persone a cui sono particolarmente affezionato. Le persone a cui non riesco mai a smettere di pensare, sono i miei nonni, che avendo 90 anni, non devono stare a contatto con nessuno, perché può essere pericoloso. Mi dispiace non vederli, abbracciarli e ridere insieme, ma il mio modo di essere fa si  che quando  sono triste non mi demoralizzo. Fortunatamente nel periodo in cui io sono nato si può parlare a grande distanza grazie allo smartphone o computer. Ogni tanto ci colleghiamo e parliamo un po’di come è andata la giornata, ma soprattutto quando ci potremmo rivedere per abbracciarci, andare a mangiare un gelato e cenare con tutta la nostra famiglia. Il rapporto con i miei nonni è speciale e ancor di più in questo periodo di quarantena, sento di più la loro mancanza. Non nascondo il fatto che non uscire di casa e d’altronde credo che alla maggior parte delle persone che si trovano nella mia situazione sentono il bisogno di essere attivi, divertirsi con gli amici e soprattutto vivere la propria vita in modo normale. Altri pensieri, di cui ho nostalgia, riguardano le partite di calcio, le chiacchierate e le uscite il sabato sera che, ovviamente, facevo con i miei amici. L’elemento che ci unisce è il calcio e quando, durante una partita, uno di noi sbagliava un goal a porta vuota veniva preso in giro, perché incapace nel tirare(ironico). Quando uscivamo il sabato sera, accadeva di tutto, scherzi, risate e molto altro che è meglio non dire; spero che queste situazione riacadranno il più presto possibile. Mi auguro che questa reclusione forzata finisca velocemente così che tutti potremmo vivere una vita normale e serena.

Alessandro

 

La  persona  che  sicuramente  mi  manca  più  di  tutte  è  nonna Regina. Le  vorrei  carezzare  dolcemente  la  guancia  per  farle  sentire  il mio  amore  per  lei,  e  abbracciarla  forte  forte  per  farle  capire quanto  mi  manca.

Ieri ho fatto una videochiamata con la nonna, abbiamo chiacchierato e  anche  scherzato,  ma  dietro  i  nostri  sorrisi  c’era tanta  tristezza,  perché  non  ci  vediamo  già  da  tanto,  e  chissà quando  potremo  rivederci.

Virtualmente le  ho  accarezzato  la  guancia  e  le  ho  mandato  un grande  bacio. Lei  si  è  commossa, e  io  pure…

Antonio

 

In questo periodo di quarantena darei un abbraccio ad una mia amica, Simona, che mi ha aiutato in un momento difficile. Siamo amici da moltissimo tempo e anche se nell’ultimo periodo ci siamo un po’ divisi, lei ci è stata sempre per me, per qualsiasi consiglio potevo chiedere a lei e questo mi rendeva felice perché avevo trovato una persona che mi aiutasse ad affrontare i problemi da adolescente e ad eliminare i film mentali. Dobbiamo ringraziare mio cugino Diego che ci fece conoscere durante il suo sedicesimo compleanno, fin da subito diventammo amici, ma il nostro rapporto si rafforzò quando anche lei con la sua famiglia venne in vacanza insieme alla mia. Anche se a lei non lo dirò mai mi manca molto, mi mancano i suoi abbracci, i suoi consigli e le sue offese per i miei errori, fortunatamente riusciamo a parlare quasi ogni giorno in chiamata però non è la stessa sensazione di parlare “faccia e faccia”. Spero che durante questa estate, se riuscissimo a vederci, potremmo divertirci come al solito: cercando di rilanciare per il coprifuoco, per restare il più a lungo possibile in spiaggia, parlare delle nuove “fiamme” che nasceranno e di quelle vecchie che moriranno.

Incrociando le dita vorrei che il coronavirus scomparisse per abbracciarla il prima possibile, perché di stare ancora a casa non ci riesco. Secondo me è colpa di noi studenti che ci lamentavamo molto della scuola e invece adesso speriamo di tornarci il prima possibile per rivivere le esperienza adolescenziali che ci aiuteranno a crescere di più di una serie TV.

Renato

 

In questi giorni chiuso in casa mi sento oppresso e triste, la mia vita ormai sta diventando monotona da quando mi alzo la mattina fino alla sera che vado a dormire; ma in questa monotonia c’è anche la presenza di una persona che mi manca tanto. Ho il forte desiderio di uscire al più presto da questa situazione per poterla incontrare. Ovviamente non faccio nomi per ragioni personali però posso dire solo che questa persona in questione è molto speciale per me. Rinchiuso qui non ho modo di abbracciarla, accarezzarla insomma di fare niente ma la sua presenza è come se fosse accanto a me nonostante non lo sia realmente. Io aspetterò, cercando di essere il più paziente possibile, la fine della quarantena e appena accadrà potrò finalmente rivederla dal vivo e sarà bellissimo ne sono convinto. In tutta questa attesa non riesco a smettere di immaginare a quando potrò rivederla e riabbracciarla, certo da come mi comporto non sembra che sia fissato e che mi manchi tantissimo, ma dentro di me c’è un vuoto causato da queste settimane di quarantena forzata in casa mia dove non ho avuto modo di incontrarla. È praticamente come se stessi in prigione. Ogni giorno immagino che si trovi davanti a me e che io possa abbracciarla e accarezzarla o per lo meno rivederla, però non durerà molto perché a un certo punto impazziró ne sono sicurissimo. Penso sia una delle prime volte in cui provo qualcosa di grande e bello nei confronti di qualcuno (in questo caso qualcuna), eccetto l’affetto e l’amore che provo per i miei genitori oppure il forte legame che tiene unito me ai miei amici. Significa che non solo ci tengo tantissimo a questa persona ma ne sono anche innamorato ed è una sensazione bella e brutta allo stesso tempo. Nel frattempo però io incrocio le dita e spero che la quarantena e il dramma coronavirus finiscano per sempre.

Flavio

 

Vorrei mandare una carezza al mio papà che a causa di questo coronavirus, non vedo da circa febbraio.

I miei genitori sono separati e vediamo mio padre due volte a settimana, il lunedì e il mercoledì.

Ho perso il conto di quanti giorni non lo vedo e anche se ci messaggiamo e ci telefoniamo molto spesso,

mi piacerebbe vederlo di persona, anche perché qualche giorno fa non si è sentito molto bene.

Se avessi saputo che l’ultimo giorno che lo ho visto sarebbe stato l’ultimo, sicuramente avrei passato più tempo

con lui invece che fare le solite cose che faccio quando sono a casa sua, come correre nella mia stanza

a guardare la televisione perché quella del soggiorno è occupata da mio fratello.

Credo che questo coronavirus abbia aiutato a migliorare il rapporto che c’è fra me e lui.

In un certo senso mi sento più vicino a lui anche standogli lontano.

Mi mancano le cose che facevamo insieme, anche le più banali come ad esempio i compiti di matematica

o giocare con i giochi da tavolo insieme, oppure guardare il nostro programma preferito.

Mio padre ha una passione per i puzzle e qualche volta proviamo a completarne qualcuno anche da 500 pezzi.

Ci vuole tanta pazienza per cercare di capire quali sono i pezzi giusti che vanno incastrati con gli altri pezzi,

e la parte più difficile è l’inizio quando devi scegliere da che punto partire.

Lui mi ha insegnato che in un certo senso un puzzle è come la vita.

Ci vuole tanta pazienza e all’inizio può sembrare difficile, ma se continui ad incastrare i pezzi giusti,

alla fine sarai soddisfatto di tutto il lavoro che hai fatto.

Sicuramente alla fine di questa quarantena, e quando si sentirà un po’ meglio, io e i miei fratelli,

andremo a casa sua e faremo una specie di “festa” solo fra di noi per celebrare la fine del coronavirus

e per sperare che non ritorni mai più a farci visita.

                                                                                                                                         Claudio

 

È un periodo così gelido e isolato che sembra di trovarci in una distesa deserta di neve, per tutte le persone distanti dalla mia distesa voglio essere come i raggi e la luce del sole, che sfiorerebbero la pelle  come nel tepore primaverile. Voglio essere il respiro che si sente nel più triste dei silenzi, per farvi capire di esserci ed essere vicino. Sarò un mantello di lana avvolgente e supererete le intemperie con il mio conforto. Sarò le continue onde del mare che si infrangono con leggerezza sulla sabbia e trascinerò via ogni preoccupazione e debolezza. Sarò il vento caldo estivo e lento, che viene dal sud, circonderò il volto e scioglierò i gelidi pensieri che tolgono spazio alla nostra gioia. Vi auguro la carezza di una mano grossa e ruvida di un padre forte, che vi doni la sicurezza di poter procedere. Vi auguro la carezza di una piccola mano delicata di una madre, che vi doni il proprio amore e la propria gentilezza, per mantenere saldi i rapporti che vi legano con chi percorre insieme a voi questo tortuoso cammino. Vi auguro un campo di fiori colorati dal profumo rasserenante, dove potrete sostare in tutti i momenti no e per quando sarete stanchi vi auguro un cuscino di piuma sul quale potrete poggiare la testa e smettere di affliggervi con i vostri problemi.

Ad ogni ostacolo da scalare, anche in quello più alto, vi auguro delle forti braccia che ve lo faranno sorpassare, un forte busto che vi tenga in perfetto equilibrio e delle possenti gambe che reggeranno ogni peso.

Auguro la forza che vi consentirà di infrangere ogni parete e vi auguro l’accortezza per saperne costruire dove c’è bisogno. Sarò la colonna sonora, armonica e spensierata sulla quale potrete lasciarvi andare in una danza liberatoria e alla fine sarò il fuoco, che vi scalderà nelle notti più buie.

Domenico

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