25 novembre: facci caso! contro la violenza sulle donne e tombola delle donne

La proposta dell’Associazione La Principessa Azzurra per il 25 novembre, “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, è dedicare la settimana che la precede ad un tempo di consapevolezza che abbiamo chiamato “Facci caso” (ispirandoci ad una recente campagna). Dopo gli spunti della lezione introduttiva (esposti di seguito), quindi, è importante dedicare un tempo per l’osservazione personale da parte degli studenti, che guarderanno il mondo intorno a loro con occhi diversi; il percorso si concluderà con una restituzione in classe, il 25 o altro giorno utile, per raccontare a cosa hanno fatto caso.

E’ importante prima di tutto trasmettere agli studenti l’idea che questa ricorrenza, che chiama in causa il concetto di patriarcato, non è una tematica “di parte”, bensì si inquadra nella riflessione ministeriale dell’Educazione civica, asse Costituzione (art.3) e Sviluppo sostenibile (Agenda 2030 ob.5).
Nell’affrontare a scuola l’argomento della violenza sulle donne, gli studenti infatti spesso sono poco coinvolti, poiché hanno l’impressione che si tratti di una problematica del passato e/o di Paesi lontani da noi.
Inoltre spesso gli studenti non sono del tutto consci di quanto recenti e quindi ancora precarie siano le conquiste di quella parità sostanziale di cui parla l’art.3 della Costituzione.

A questo proposito, un’attività successiva al 25 novembre da proporre, prima di Natale, sarà la conoscenza delle storie delle donne marginalizzate per secoli e che hanno lottato per cambiare le cose, attraverso l’attività di ludo-didattica dell’Associazione La Principessa Azzurra “Tombola delle donne”, che nelle settimane prima del Natale può essere divertente ed istruttivo proporre alla classe di costruire insieme o utilizzare tal quale (info qui).

Il/la docente introdurrà quindi i concetti principali, chiedendo agli studenti di approfondirne le fonti ma, soprattutto, di approfittare dei giorni che precedono il 25 novembre, per “farci caso” nella realtà che li circonda: la parità di genere è davvero acquisita?

Iniziamo col chiarire che il femminicidio non è qualsiasi omicidio di donna bensì di quelle “donne uccise da uomini, perché sono donne” (video Michela Murgia). A questo proposito osserveremo che la stessa storia delle sorelle Mirabal, assurte a simbolo del 25 novembre, è una storia non di femminicidio bensì di un omicidio di Stato.

Gli studenti ad esempio potranno ricercare quanto, secondo l’ISTAT, negli ultimi anni siano diminuiti i numeri degli omicidi (di donne e uomini) in totale in Italia, ad es., ma non dei femminicidi, che restano uno ogni 3 giorni.
Perché?
Evidentemente perché non è stato risolto il problema a monte, per il quale era stata istituita la legge del 2013: la considerazione patriarcale e discriminante della donna come persona inferiore e proprietà dell’uomo, che non può esser autonoma/lasciare/tradire se non a costo di severe punizioni.

Oggi in Italia la percezione di questa concezione appare attutita in virtù delle varie leggi approvate, ma ciò è avvenuto relativamente di recente, come possono verificare gli stessi studenti attraverso una ricerca: “da quanti anni siamo formalmente uguali?”.
Si scoprirà così che da poco più di un secolo le donne possono fare gli stessi lavori degli uomini (ma per il lavoro di magistrata si è dovuto attendere altri 40 anni), da meno di 80 anni possono votare, da soli 60 anni il marito non può più picchiare la moglie per “correggerla”, da 40 anni le donne hanno il diritto di rifiutarsi di sposare il proprio violentatore (il quale fino ad allora usufruiva di una legge che gli evitava il carcere), da meno di 30 anni possono vedere il proprio violentatore condannato secondo il reato contro la persona, e non più secondo le pene più lievi di un semplice reato contro la morale (come era fino ad allora).
Pertanto le leggi ci sono, ma sono recenti: perciò la mentalità patriarcale, per quanto meno visibile, è ancora ben radicata, esistendo da ben 35 secoli in Europa (non esisteva in Preistoria né nelle società mediterranee pre-indoeuropee).

E’ un fenomeno che resta mondiale, come mostra il grafico creato da MilleMe su fonti Amnesty international: “iceberg contro la violenza sulle donne”.

(http://www.psicoterapeutaperugia.net/tag/stopviolenzasulledonne/)

Questo grafico sarà spiegato alla classe per mostrare che oltre alla violenza fisica c’è una violenza psicologica e verbale non sempre evidente. Come ci ricorda Maria Anna di Gioia, il mare del patriarcato è oggi invisibile, ma esiste e va individuato: «Due pesci che nuotano incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: “Salve, ragazzi. Com’è l’acqua?”. I due pesci giovani nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa “Che cavolo è l’acqua?”». (Questa è l’acqua – David Foster Wallace)


A corredo di ciò, alcuni termini divenuti di uso comune nei dibattiti sulla parità di genere possono essere oggetto di riflessione nell’ora di inglese: male gaze, mansplaining, gaslighting, cat calling, love bombing, bropriating...

Non è una ricorrenza “di parte” perché, come dimostrano i “filosofi femministi” il patriarcato danneggia sia gli uomini che le donne e maschilisti sono uomini ed anche donne. Ma non tutti gli uomini sono maschilisti (o comunque tutti possono non esserlo).

Buona osservazione a tutti e… buona restituzione il 25 novembre!

NB: per qualsiasi sospetto di violenza, esiste il numero verde 1522 a cui rispondono non la polizia ma i centri d’ascolto.

Alcune fonti:

La parola “Femminicidio” cosa ci dice dell’omicidio di una donna? Risponde Michela Murgia
https://video.repubblica.it/dossier/repubblica-delle-idee-2013/murgia-femminicidio-per-combatterlo-si-deve-nominarlo/131055/129560

Il male gaze. Il mansplaining. https://www.instagram.com/tv/CCnvZ5Qq4LD/?igshid=mfzzs67ofwi7

Se mi uccidi poi chi picchi? 5 minuti
https://youtube.com/watch?v=jtYNAj6TRq4&feature=share

Segnali di allarme, quelli difficili da vedere però comuni
https://laprincipessazzurra.com/2023/11/20/femminicidi-riconoscere-in-tempo-le-frasi-di-allarme/

il Love bombing o “perché ci caschiamo”.
https://thevision.com/attualita/love-bombing/

Uomo femminista.
https://laprincipessazzurra.com/2022/11/16/uomo-femminista-una-contraddizione-o-una-scelta-necessaria/

Comune di Monterotondo: la campagna #faccicaso (2022)
https://www.comune.monterotondo.rm.it/novita/notizie/faccicaso-campagna-finalizzata-contrastare-stereotipi-di-genere

Tombola delle donne (tra educazione ai sentimenti e ludodidattica)
https://laprincipessazzurra.com/2024/11/15/la-tombola-delle-donne-tra-educazione-ai-sentimenti-e-ludodidattica/

Laura Saffiotti

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