
Sulla scia della comparsa di alcune dinamiche di classe non costruttive, dalle quali è emersa la necessità di rendere l’io più consapevole delle emozioni e delle conseguenze che comportano sugli altri, un gruppo di docenti dell’istituto comprensivo Raffele Viviani di Napoli, nel plesso della Scuola Secondaria, ha deciso di tessere un percorso sulle emozioni.
In questo quadro è nata un’iniziativa di scrittura libera a partire da un film, che ci è sembrato interessante pubblicare sia per l’impatto riferito sia per la replicabilità in più livelli scolastici (dalla terza primaria al biennio delle superiori).
La docente di Lettere, in una seconda media, ha scelto di partire dalla proiezione del film del 2015 “Inside out” per approfondire la nascita delle emozioni e i meccanismi a loro connesse. Successivamente, dopo aver fatto scrivere tutte le emozioni del film (Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Spavento), ha chiesto ai ragazzi di stilarne un proprio elenco personale, mettendole in ordine progressivo a partire da quella più presente in questo momento della loro vita. Dopo aver scelto l’emozione dominante, i ragazzi hanno svolto 5 minuti di scrittura libera insieme all’insegnante, a partire dall’incipit che segue :
“IN QUESTO PERIODO DELLA MIA VITA MI SENTO PIÙ (GIOIOSO, TRISTE, ARRABBIATO, DISGUSTATO O SPAVENTATO) perchè….. ma….”
Il lavoro realizzato è una carrellata di stati d’animo che i ragazzi hanno potuto esternare e metabolizzare in maniera costruttiva, invece che soffocarli nel silenzio, quel medesimo silenzio che spesso purtroppo si trasforma in esplosione/implosione.
Qui di seguito alcuni dei lavori realizzati.
Scrivono i ragazzi:
In questo periodo sono gioiosa ma ho anche un po’ di paura. Paura di perdere le persone a cui tengo, paura che non mi vogliano più bene, paura di litigare con loro. Questo perché col tempo ho imparato che il “per sempre” non esiste e che prima o poi finisce tutto, anche se non lo vogliamo. Chissà se questa paura se ne andrà mai.
…
In questo periodo mi sento gioioso, ma ogni tanto mi sento anche triste, soprattutto perché mi sto comportando male con mia madre. Non capisco perché, visto che è solo grazie a lei che io vivo, se no sarei già finito sotto un ponte. Io la amo e lei è l’unica ragione della mia vita.
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In questo periodo sono sempre arrabbiato perché non riesco a stare senza il telefono e quindi non studio approfonditamente e prendo sempre brutti voti. Mi incavolo perché io so di poter fare di più ma non lo faccio, distruggo tutto.
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In questo periodo sono gioiosa, ma a volte mi vengono momenti di tristezza; a volte ho paura di far cambiare qualcuno per colpa mia, a volte non capisco nemmeno io quale emozione provo in questo periodo. A volte ho paura di sfogarmi con le mie amiche e quindi mi tengo tutto dentro. Per quanto una persona all’esterno possa sembrare felice, chissà se poi dentro in realtà va tutto a pezzi. È impossibile capire come si sente l’altro e a volte persino come ci sentiamo noi stessi.
…
Scrive l’insegnante:
In questo periodo sono gioiosa, ma… nessun ma: non mi piacciono le congiunzioni avversative. Non c’è nessun ostacolo che non si può superare, basta indossare il migliore dei sorrisi. Mia madre amava ripetere: “Se c’è rimedio perché ti arrabbi? Se rimedio non c’è, che ti arrabbi a fare?”. È per questo motivo che sono cresciuta arrabbiandomi difficilmente. Provo a capire, a ridere sempre e se sono triste – perché mi capita, certo che mi capita – cerco almeno di non rovinare la giornata agli altri. Mi distraggo pensando che, come il vento, così com’è arrivata, la tristezza se ne andrà via.
La gioia è una specie di medicinale, dovrebbero brevettarla.

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