La campagna contro lo stupro: ripartiamo da Palermo

Come educatori è stato doloroso ma necessario leggere le parole del ‘dopo’ lo stupro di Palermo.
Cose così solo nei porno’: nessuna percezione del mancato consenso.
Non è che usciamo al tiggi?‘: la paura del carcere non li sfiora.
È vero: c’è sopratutto un abisso educativo, emotivo, sociologico, patriarcale su cui agire (o continuare a farlo, e meglio) per sentirci meno dei ‘falliti’ (per usare il termine di @giovannacorrao ).
Ma con questi 5 cartelli, uno al giorno, vogliamo partire dall’abc dell’ignoranza.
Come docenti e come genitori.
– Senza consenso è stupro.
– Con l’alcool non c’è consenso accettabile.
– Con lo stupro vai in galera.
– E anche se diffondi quel tipo di video.

#stupropalermo

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