Di Madre in figlia, sinossi

di Anna Maria Simonelli

Romanzo proposto nel progetto “Le parole per dirlo” 2025-26

“Di madre in figlia” di Concita De Gregorio (Ed. Feltrinelli)
Il racconto d’una genealogia tutta femminile intreccia in una lunga estate tre generazioni, tre epoche, tre stagioni della vita di tre donne: una nonna, una madre, una nipote si confrontano, si urtano, si amano, si detestano. Ma anche una storia con uomini in transito, voci maschili – A., F., Arturo, Gregor, Marc – che seppure più silenti, si intrecciano, si incontrano e scontrano alle tre voci femminili subito così vere, così vulnerabili e vive da risuonare immediatamente intime, fanno famiglia, quella dei segreti non detti, delle carezze mancate, degli affetti che cambiano forma ma non si spengono mai. Marilù, mamma di Angela e nonna di Adè, bella, selvatica e pericolosa come un giaguaro, è una donna che affascina ma un po’ spaventa, per essere stata molto libera, una rivoluzionaria negli anni Settanta. Libertà che la figlia Angela non ha vissuto bene, sentendone l’amore come assente o troppo distratto, ora poi l’ansia la divora perché per motivi di lavoro è costretta a malincuore ad affidarle per tre mesi estivi la figlia Adelaide… ops, ama farsi chiamare Adè, con l’accento sulla e, è un’adolescente tanto attiva in Rete quanto insicura nel mondo e nel proprio corpo, nell’identità di genere…ragazza o di ragazzo, ancora non sa. Tre mesi in cui nonna e nipote per la prima volta si ritrovano insieme, si conoscono e si riconoscono, Sul delicato confine fra amare, proteggere e lasciare andare, fra prendersi cura e avvelenare, le tre, di madre in figlia, provano a capirsi. Ciascuna ha agito con le migliori intenzioni, anche se a volte il rancore, il dolore, l’amore accecano. Concita De Gregorio ne tesse la trama con la delicatezza di chi conosce la fragilità dei sentimenti e la loro potenza.

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