
Si è concluso da poco il progetto “Le Parole siamo noi”, un percorso articolato di laboratori, incontri e performance rivolto alle studentesse e agli studenti del liceo “G. Mazzini”, che La Principessa Azzurra ha svolto con il fondamentale supporto e la collaborazione di un’altra associazione di promozione sociale: Iocisto, libreria del Vomero, attivissima sul territorio. A proporre e curare il progetto sono state Silvana Rinaldi, docente e socia della libreria e della Principessa Azzurra, Mara Fortuna, presidente dell’Associazione e socia della libreria, e due docenti del Liceo Mazzini di Napoli: Adriana Russo e Rossella Di Maio, anch’esse socie della Principessa Azzurra.
“Le Parole siamo noi”, nel solco del nostro “Le Parole per dirlo”, che ogni anno proponiamo alla cittadinanza, ha realizzato pratiche didattiche di educazione ai sentimenti attraverso dibattiti aperti, gruppi di lavoro, laboratori di scrittura libera e di drammatizzazione.
Per i dibattiti e gli approfondimenti si è partiti dalla visione dei film Gloria (Margherita Vicario 2024, un po’ sulla falsariga di Lavinia fuggita di Anna Banti, racconta l’oppressione femminile nel Veneto dell’800 in campo musicale), Green Border (Agnieszka Holland 2023, storie di abusi vergognosi su migranti siriani) Il ragazzo con i pantaloni rosa (Margherita ferri, 2024, su un ragazzo suicida a causa di cyberbullismo omofobo) La treccia (Laetitia Colombani, 2024, tre donne diversissime alle prese col problema della sopravvivenza). Anche la visione dello spettacolo “La semplicità ingannata, Satira per attrice e pupazze sul lusso d’esser donne”, che prende spunto dalle Clarisse di Udine per mettere in scena una storia di resistenza e ribellione femminile, ha fatto parte di questo percorso di riflessione guidata. Infine, in particolare per la scrittura libera e la drammatizzazione ci si è avvalsi di due romanzi: “Pucundria” di M. Rosaria Selo (2024) e de “Il racconto dell’ancella” di M. Attwood (1985). La attività di educazione ai sentimenti svolte a partire dal romanzo di Selo hanno avuto poi uno sbocco nell’incontro del 26 febbraio nella sede di Fondazione Premio Napoli, dove è stato possibile il confronto con l’autrice e con altre studentesse e studenti. “Il racconto dell’ancella”, invece, è stato drammatizzato e messo in scena il 7 marzo in un evento finale all’Unitre, dove è stato possibile un confronto di idee e di opinioni tra persone di diverse generazioni.








Lascia un commento