
Per riconoscere la propria e l’altrui unicità, la propria e l’altrui diversità.
“E’ nel giocare e soltanto mentre gioca che l’individuo, bambino o adulto che sia, è in grado di essere creativo e di fare uso dell’intera personalità, ed è solo nell’essere creativo che l’individuo scopre il sé”. D. W. Winnicott (1896-1971).
Il gioco Scaldastorie è uno strumento, creato dalla prof.ssa Anna Maria Simonelli (1), per sperimentare una modalità didattica più aperta all’ascolto, alla sensibilizzazione – difficilmente condivisa – della sfera emotiva, finalizzato a creare un ambiente dialogico, più attento ai vissuti, ai pensieri, agli interessi, alle attitudini, alle potenzialità, alle vocazioni dei partecipanti.
E’ un gioco che invita ad avvicinarsi all’altra/o e a scoprire un modo diverso di relazionarsi, di pensare il proprio ruolo, parlando/scrivendo di sentimenti: uno spazio/tempo dove ci si conosce e si conosce accogliendo le emozioni, i sentimenti per una costruzione di senso dello stare insieme, dell’imparare insieme. Scaldastorie favorisce la creazione di un luogo, un tempo riempito dalle storie narrate, un clima caldo, accogliente, intimo.
E’ bene richiamare agli studenti il significato della parola emozione (dal latino, e-moveo, muovere, movimento da), evidenziare il legame tra le percezioni dei sensi (odori, suoni, rumori, parole, sapori, caldo, freddo, morbido, immagini) con le emozioni e i sentimenti.
L’insegnante, durante le fasi del gioco incoraggerà i propri allievi al racconto senza forzarli, ribadendo, più volte, che l’attenzione di tutti è rivolta solo a ciò che per essi è importante, vero, verosimile, fantastico o bugiardo che sia; farà comprendere la differenza tra pregiudizio e conoscenza.
Il gioco prevede il coinvolgimento diretto di chi lo guida e dei partecipanti e ha l’intento di stimolare la memoria, di tirar fuori il pensiero, ciò che si è sentito, percepito con i sensi (udito, tatto, gusto, vista e olfatto) all’interno di una relazione con persone e/o cose e raccontarlo.
Nel tempo, non sentendosi più allo sbaraglio, ma in una situazione affidabile, la storia di ciascuno si aprirà a quella degli altri. E se ancora nessuno dei presenti accetta l’invito dell’insegnante a giocare? Inizia lei/lui, vedrà che poi la/o seguiranno.
Il gioco Scaldastorie può essere praticato anche con l’ausilio di un libro letto, dal quale estrarre delle parole (oggetti, soggetti, sentimenti, emozioni) con le quali invitare i partecipanti a giocare, a raccontare attraverso una di esse un fatto, un episodio vissuto da se stessa/o oppure da altri.
Giocando, le studentesse/gli studenti si rispecchiano, riportano a sé, le emozioni, i sentimenti provati e descritti dalle parole nel testo, entrando così nella storia letta in una sorta di rapporto empatico che la renderà più comprensibile, perché più vicina al proprio vissuto emotivo.
Riportiamo qui a titolo di esempio un’attività laboratoriale svolta dalla Professoressa Anna Maria Simonelli il 13 marzo 2024, nel corso dell’evento del Comune di Napoli Marzo donna 2024: La donna e il tempo di cambiare.
L’attività è stata svolta con l’ausilio del romanzo di Igiaba Scego (2023) Cassandra a Mogadiscio, Milano Ed Bompiani.
STEP LABORATORIO
1) L’insegnante assegna alla classe la lettura del romanzo
2) 3 alternative di possibili attività di educazione ai sentimenti tra cui l’insegnante potrà scegliere e trovare quella più idonea da svolgere con la propria classe:
a. L’Insegnante chiede alle studentesse/studenti di individuare qualche pagina del romanzo autobiografico di Igiaba Scego letto che maggiormente hanno incontrato il loro interesse, in cui si siano rispecchiate/i, per poi sottolinearne le parole (oggetti, soggetti, sentimenti, emozioni) su cui vorrebbero ascoltare e/o raccontare alle/ai partecipanti all’attività.
b. L’Insegnante sceglie degli stralci del romanzo già letto dalla classe invitando le studentesse e gli studenti ad individuarne le parole (oggetti, soggetti, sentimenti, emozioni) su cui vorrebbero ascoltare e/o raccontare alle/ai partecipanti all’attività.
c. L’Insegnante sceglie degli stralci del romanzo già letto dalla classe, ne individua delle parole (oggetti, soggetti, sentimenti, emozioni) su cui ascoltare e/o raccontare alle/ai partecipanti all’attività.
Input :
-Lo sai che al liceo ho sofferto?… Da pg. 29 a 31. Parole: sofferenza, scuola.
-Quando sono nata…da pg 75 a 78. Parole: famiglia, fotografie, album di famiglia.
-In quelle prime settimane…da pg 98 a 100. Parole: corpo, via di fuga.
-Ora hooyo sta curando le piante…da pg 106 a 107. Parole: matrimonio, malattia.
-Per ora avete me…da pg 133 a 135. Parole: lettera, insegnante, libri.
-Il Jirro si era affacciato …da pg 173 a 176. Parole: jirro (malattia, spaccatura, depressione, ferita), morte, storie (di famiglia), lavoro.
-Famiglia. E’ proprio questa la parola…da pg 176 a 180. Parole: povertà, democrazia, neri, denaro, potere, prostituzione.
- Protagonista di quella fase… da pg 189 a 192. Parole: sorella, privazione, protezione.
-Da piccola hooyo…da pg 195 a 198. Parole: scuola, prostituzione, infibulazione, mestruazione, no.
-Per hooyo la scuola…da pg 200 a 206. Parole: epidemia (covid), infibulazione, scuola, prostituzione, punizione, potere, corruzione, disobbedienza, responsabilità, bocciatura, pagella, dolore.
-Sto per entrare nella seconda adolescenza…da pg 247 a 249. Parole: adolescenza, mestruazioni, vergogna, premenopausa, menopausa, jirro.
-Per tutti noi…da pg 254 a 258. Parole: razzismo, lavoro, caldane, umiliazione, nostalgia, paura.
-Mi torna in mente il 1991… da pg 294 a 298. Parole: canzone, 16 anni, jirro, padre, televisione, domanda, disperazione, rabbia, film, tormento, razzismo. - Io sono sempre qui…da pg 300 a 307. Parole: padre, tenerezza, gioia, jirro, domande, complicità, genitore, dissidi, insegnamento, camminata, regole, coraggio, malattia.
- Devi sapere, Soraya…da pag 326 a 327. Parole: padre, calligrafia, fogli, scuola elementare, lettera, maestra, computer.
-Fu in quei giorni…da pg 330 a 333. Parole: libertà, umiliazione, mobbing, rimprovero, rispetto, razzismo, disagio, vittima, lavoro, insulto, bullismo.
-E’ pomeriggio…da pg 337 a 339. Parole: televisione, indignazione, mestruazioni, menzogna, bellezza, orgoglio, unicità, specchio.
La professoressa Simonelli è disponibile a corsi di formazione rivolti ai docenti presso le proprie scuole. Per info e prenotazioni: contattare via email l’Associazione La Principessa Azzurra : laprincipessazzurra@gmail.com
Bibliografia:
Simonelli A.M.( 2002) Lo scaldastorie, Pedagogika, anno VI, n. 2, Rho (MI)
Simonelli A.M. (2005) La scrittura e l’emozione: la metodologia autobiografica, in Carletti A. Varani A. Didattica costruttivista. Dalle teorie alla pratica in classe, Trento, Erickson
Simonelli A.M. (2005) Un’ora autobiografica: lo Scaldastorie, in htt://puntoedu.indire.it/ Piani di studio personalizzati e Unità di apprendimento
Simonelli A. M. (2007) Storia di una notizia, in Carletti, A., & Varani, A. (Eds.), Ambienti di apprendimento e nuove tecnologie. Nuove applicazioni della didattica costruttivista nella scuola. Trento: Erickson
Simonelli A.M. (2020) Oggi, ai tempi del Covid-19, Nuova Secondaria – n. 2, ottobre 2020 – Anno XXXVIII
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(1) il gioco Scaldastorie, ideato da Anna Maria Simonelli, è tutelato dal diritto d’autore (marchio depositato presso la Camera di Commercio), pertanto è illegittimo riprodurre o fare uso improprio del suddetto marchio, senza citarne il nome dell’autrice e/o sua preventiva autorizzazione.

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