Percorsi laboratoriali di auto-formazione per docenti, educatori, genitori, giovani e chiunque sia interessato

Le parole di cui si parla qui non sono necessariamente “parole”, elementi del linguaggio verbale, ma sono con certezza gli elementi che donano ricchezza e profondità a ogni linguaggio: visivo, corporeo, sonoro.
Il libro di Marie Cardinal “Le parole per dirlo” esce in Italia nel 1976. Siamo in pieno femminismo e il titolo si trasforma presto in un modo di dire riferito alle donne: si tratta di cercare le parole per descrivere la donna nuova che si sta affacciando sulla scena. Sono passati tanti anni ma ora di parole per dire le cose abbiamo bisogno tutti. Le parole, soprattutto quelle che servono ad esprimere la nostra vita interiore, non hanno più voce, non le ascoltiamo, non sono più il nostro nutrimento. Sono nascoste così bene in una qualche stanza chiusa a chiave che sembrano sparite. Non ne percepiamo nemmeno l’eco. Esistono i gerghi, le comunicazioni frammentarie e monosillabiche, le ripetizioni e gli scimmiottamenti, le interiezioni, le sigle: il linguaggio delle amicizie virtuali. Esiste l’aggressività, la derisione, la volgarità, l’insensatezza. Come dice Umberto Galimberti il sentimento non è un dato naturale, ma culturale. E i sentimenti si imparano attraverso modelli, storie e narrazioni.
Scopo dell’Associazione “La Principessa Azzurra” è contribuire a costruire e diffondere una cultura del rispetto della persona umana, per contrastare i fenomeni di discriminazione e violenza di genere, sessismo e bullismo attraverso iniziative che possano contribuire a realizzare una “educazione ai sentimenti”.
Lo strumento più potente che nel corso dei secoli gli esseri umani si sono dati per elaborare le emozioni e trasformarle in sentimenti sono le storie, le narrazioni. Dai miti antichi ai serial TV, passando per le favole raccontate alla sera per far addormentare i bambini, per il ciclo di Orlando e per il romanzo moderno, sono loro a fornirci i modelli, a suggerirci significati e ad aiutarci a dare senso alla nostra personale storia. Il nostro percorso privilegia le attività laboratoriali perché sono molto efficaci per l’educazione ai sentimenti. Nel laboratorio, infatti, si sperimentano in prima persona, una serie di pratiche che portano alla riflessione sul sé, favorendo una maggiore consapevolezza individuale che si riflette anche nelle relazioni.
Le attività sono specificamente pensate per i temi che di anno in anno decidiamo di proporre. Vengono proposte nei laboratori e vengono ripetute (modificandole e integrandole liberamente) dalle/dagli insegnanti in classe con i propri alunni. In questo modo l’approccio conoscitivo viene affiancato da un approccio emozionale e personale, cosa che raggiunge il duplice scopo di motivare alla lettura e allo studio e di sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, del proprio vissuto, delle proprie relazioni con l’altro. L’elemento innovativo di questi incontri è il coinvolgimento emozionale dei partecipanti, ai quali viene chiesto di mettersi in gioco in prima persona, con le loro esperienze di vita, emotive e relazionali. Per la “scrittura libera”, si tratterà di lasciar scorrere il flusso dei pensieri e delle immagini senza censure e paure, per far emergere la risonanza emotiva che il testo ha su ciascuno, evidenziando i tratti comuni e le diverse sfumature. Le scritture verranno poi condivise. Si scriverà anche dal punto di vista di un personaggio. L’assunzione di un punto di vista altro da sé è elemento fondamentale per la comprensione delle dinamiche relazionali, nel testo e nella vita reale. È perciò una pratica efficace nella acquisizione di una competenza di lettura che metta il lettore in relazione con il testo. Il Gioco Scaldastorie (creato dalla prof. Anna Maria Simonelli), inoltre, è uno strumento di parole per sperimentare una modalità più aperta all’ascolto, alla sensibilizzazione – difficilmente condivisa – della sfera emotiva, finalizzato a creare un ambiente dialogico, attento ai vissuti, ai pensieri, agli interessi, alle attitudini, alle potenzialità, alle vocazioni dei partecipanti.


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