Crimini di guerra e contro l’umanità

Report di Magda Aiello
Dal corso della Società delle Storiche su “Genere e diversità all’origine di violenze e discriminazioni”, lezione del 5.10.2023; Bruna Bianchi, “Crimini di guerra e contro l’umanità “.

Bruna Bianchi si occupa di studi su strategie militari e vittime dalla Grande Guerra ad oggi. Nel presentarsi, la relatrice dichiara una tendenza verso l’ecofemminismo. Al centro della sua ricerca ci sono le relazioni di dominio.
Nell’inquadramento storico, è alla conferenza di pace dell’Aja del maggio del 1899 che si pone per la prima volta la questione della tutela della popolazione civile nei conflitti bellici. I risultati della conferenza dell’Aja furono deludenti, perché si parlò sì dei civili, ma già sulla definizione ci furono dei contrasti. La formula che in conclusione fu usata in quell’occasione è: tutela dei civili “per quanto lo consentono le necessità militari”. Non è dunque un caso che di lì a qualche anno non fu riconosciuto il genocidio degli Armeni, e che non ci fosse nessun accenno alle minoranze, o alle guerre coloniali. Il riferimento alla tutela era inteso solo nei confronti degli stati “civili e indipendenti”.
Fino al 1902 la guerra coloniale africana anglo-boera ha causato un dibattito politico che riguardava la ritorsione sulla popolazione civile. Fu perpetrata la pratica della “guerra bruciata”: 120mila boeri, soprattutto donne e bambini, vennero internati in campi di concentramento. La pacifiste come Emily Hobhouse denunciarono le stragi, e questo è il momento che rappresenta l’atto di nascita dell’attivismo.
Nelle guerre balcaniche, prima della Grande Guerra, sono stati commessi tutti i crimini contro l’umanità. È qui che per la prima volta sono stati documentati gli stupri di massa. Anche nella Prima Guerra Mondiale torna questa terribile pratica degli stupri, che non vengono ordinati dall’alto, ma sono condonati dalle gerarchie. Proseguendo, in Serbia nel ’17 da parte dei Bulgari e degli Austro-ungarici lo stupro fu invece utilizzato come un vero e proprio sistema strategico. La logica è quella della pulizia etnica: con lo stupro si vuole cancellare la memoria di un popolo.
Dopo la Grande Guerra, non vennero riviste le indicazioni della la Convenzione dell’ Aja del 1899 nei confronti dei civili, anche se le armi andavano diventando più distruttive: ecco che l’aviazione, con i bombardamenti di massa, incide in forma ancora più devastante nei confronti della popolazione civile. Helena Seanwick nel ’34 scrive “Frankenstein e il suo mostro”. In questo libro la Seanwick espone un progetto di disarmo. Nel ’39 si suicida. Non voleva assistere ai bombardamenti su chi era inerme.
In questo quadro, prosegue Bruna Bianchi, la questione ambientale non si può separare dal resto delle considerazioni sull’effetto delle guerre per i civili: nell’era atomica i bombardamenti su Hiroshima e Nagasaki furono solo l’inizio. Dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale, le esplosioni atomiche sperimentali sono continuate per decenni nelle località dove vivevano popolazioni native. Rosalie Bertell (1919-2012), ecofemminista, scienziata, suora, fonda nel 1961 il Women Strike for Peace, e per tutta la vita studia le radiazioni a bassa intensità e i lori effetti. Nel 1985 Bertell scrive “No immediate danger”. In seguito studierà anche Chernobyl. Del 2001 è “Pianeta terra. L’ultima arma di guerra”, in cui Bertell esamina i danni irreparabili portati al pianeta dal nucleare.
La relatrice completa la rassegna con la figura di Claudia von Werlhof che ha fondato il “Movimento in difesa della Madre terra”.
Conclude con una citazione: “L’abolizione del segreto militare potrebbe unire i movimenti pacifisti, femministi, ecologisti, animalisti e per la democrazia. (…) L’obiettivo è semplice: niente deve essere fatto all’insaputa di cittadini e cittadine.”

Una replica a “Crimini di guerra e contro l’umanità”

  1. Avatar Aiello Maddalena
    Aiello Maddalena

    Ho fatto questo veloce report dopo aver ascoltato la lezione di Bruna Bianchi perché già era nell’aria la risposta israeliana al rapimento dei terroristi di Hamas che sarebbe avvenuta due giorni dopo. Al di là del fatto incontrovertibile che credo in un pacifismo tour court, mi sembra interessante questo spunto: se non sei un paese riconosciuto da tutti, come fu con gli Armeni, i tuoi diritti sono meno riconoscibili, meno trattabili. Magda Aiello

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