DODICI MESI DI PARITÀ: UN CALENDARIO DIDATTICO

“Dodici mesi di parità” è un calendario speciale, uno strumento utile per costruire a scuola una cultura della parità.

Le donne sono ancora molto sottovalutate e fondamentalmente escluse dai curriculi: nei libri di testo troviamo pochissime scrittrici, scienziate, filosofe, artiste. Del resto, nonostante gli sforzi, i progetti specifici, l’inserimento di percorsi finalizzati, l’impianto dell’insegnamento e i manuali continuano ad essere fortemente influenzati dalla cultura patriarcale che a suo tempo li ha generati. “Nuotano nel mare invisibile del patriarcato”. Questo calendario vuole contribuire a dare visibilità a questo mare e, nello stesso tempo, destrutturarlo.

Per ogni mese viene proposta una donna che ha lasciato un segno nella storia dell’evoluzione e dell’affermazione del valore della parità e dei diritti umani. Suggeriamo un tema centrale, quali insegnamenti si possono coinvolgere, forniamo brevi note biografiche, indichiamo testi, siti, video ecc., materiale che può essere utile nello svolgimento degli argomenti

Ma non basta. Noi crediamo che per costruire una cultura del rispetto e della parità tra i generi sia necessario uno strumento nuovo, che chiamiamo educazione ai sentimenti. Non intesa, però, come una disciplina a sé stante. Da anni la nostra associazione sperimenta ed elabora pratiche educative e didattiche, che possono inserirsi organicamente nell’insegnamento di tutte le discipline, e che mirano a sviluppare consapevolezza, condivisione e capacità di rielaborazione delle proprie emozioni.

Quindi il tratto più significativo del calendario è costituito dalle attività di Educazione ai Sentimenti (EAS) proposte per ciascuna donna, specifiche per quei contenuti.

Di seguito trovate la descrizione delle principali attività EAS che vengono proposte nei dodici mesi. Si tratta solo di una traccia. Per attuarle al meglio sarebbe necessaria la partecipazione diretta dell’insegnante ai nostri laboratori. Tuttavia le tracce sono fatte per essere seguite e trovare la strada.

Ai nostri incontri siete tuttə invitatə.

Dopo le edizioni 2022 (presentazione qui) e 2023 (presentazione qui), la presentazione del calendario 2024 sarà il 9 gennaio 2024 (clicca per la diretta fb) alla Libreria io ci sto al Vomero, con le prof.sse Simona Marino e Enza Alfano. Ringraziamo le attività che hanno contribuito a coprire parte delle spese di realizzazione del Calendario 2024: Bmad-jewels, Caracciolo 10 e Vpilates.

ATTIVITA’ DI EDUCAZIONE AI SENTIMENTI

La caratteristica delle diverse attività è che l’insegnante non solo guida il laboratorio, ma è ella/egli stessa/o parte attiva come gli studenti. L’insegnante farà attenzione a non togliere spazio all’espressione degli studenti, ma è essenziale che legga, scriva, racconti esattamente come tuttə.

Gioco Scaldastorie (prof. Anna Maria Simonelli)

Per riconoscere la propria e l’altrui unicità, la propria e l’altrui diversità.

“E’ nel giocare e soltanto mentre gioca che l’individuo, bambino o adulto che sia, è in grado di essere creativo e di fare uso dell’intera personalità, ed è solo nell’essere creativo che l’individuo scopre il sé”. D. W. Winnicott (1896-1971). Uno strumento di parole per sperimentare una modalità didattica più aperta all’ascolto, alla sensibilizzazione – difficilmente condivisa – della sfera emotiva, finalizzato a creare un ambiente dialogico, più attento ai vissuti, ai pensieri, agli interessi, alle attitudini, alle potenzialità, alle vocazioni dei partecipanti. E ’un gioco che invita ad avvicinarsi all’altra/o e a scoprire un modo diverso di relazionarsi, di pensare il proprio ruolo, parlando/scrivendo di sentimenti: uno spazio/tempo dove ci si conosce e si conosce accogliendo le emozioni, i sentimenti per una costruzione di senso dello stare insieme, dell’imparare insieme.

Scarica scheda sul gioco scaldastorie

Autobiografia fotografica

I ragazzi vengono invitati a presentarsi, a farsi conoscere, attraverso delle foto personali che ritraggono luoghi, familiari (nonne, nonni, sorelle, fratelli, amici etc.), significative della loro vita, a loro care; immagini, quindi, cariche di affettività, sentimenti ed emozioni da raccontare, da condividere.

Le foto rappresentano sempre la percezione che si ha del mondo, del modo di essere, di relazionarsi, di vedere quello che si ha intorno, ciò che il mondo si crede si aspetti, ciò che si crede di poter offrire, ciò che si ritiene avere il diritto di ottenere o di dovere fare. La fotografia, in fondo, è un momento, ma intorno a quel momento sicuramente c’è stato un evento, un accadimento, un processo relazionale, delle emozioni o sentimenti che si sono provati. E’ come una pagina di diario. Le immagini non ritraggono una riproduzione fedele della realtà, in quanto la percezione di quest’ultima è soggetta all’interpretazione di chi l’osserva. Ciò che ritraggono è una selezione interpretativa di essa, una reinvenzione. Narrarla rappresenta, quindi, un’operazione di consapevolezza in quanto equivale a costruire una propria visione di sé stessi e del mondo.  Nel momento in cui la si racconta la si ricostruisce determinando il significato dell’esperienza vissuta.  Oltre ad essere un essenziale strumento relazionale, quindi, la narrazione fotografica rappresenta anche la via attraverso cui dare forma alla propria identità.

Approfondimento sull’autobiografia fotografica

Lettura e scrittura libera

La lettura di brani, letterari o non, funzionale alle attività di educazione ai sentimenti è una lettura “emotiva”. Questa non deve essere assolutamente interpretata come una lettura superficiale o che prescinda dalla comprensione puntuale e precisa del significato e della struttura del testo. Anzi, il nostro coinvolgimento emotivo nella lettura, immedesimandosi nelle situazioni, nei personaggi, nelle vicende, è un efficacissimo strumento di comprensione. Si tratta quindi di affiancare alle pratiche già normalmente previste dalle attività didattiche una riflessione che coinvolga il lettore in prima persona, ponendo attenzione alla situazione e alle emozioni provate dal personaggio, alle motivazioni interiori delle sue scelte e alle emozioni che queste cose suscitano in noi leggendo.

La scrittura libera è una pratica che segue regole precise. Si parte da uno stimolo, che può essere un testo scritto, ma anche un video, un documento audio, un brano musicale ecc. Sullo stimolo si fa un breve lavoro di presentazione e comprensione. Poi si fornisce un “incipit” (una frase iniziale comune a tutti), preferibilmente una breve frase presa dal testo o emersa durante le attività-stimolo. A questo punto ciascun partecipante (compreso l’insegnante) scrive a ruota libera, senza alcuna attenzione a grammatica, ortografia e logica. Se la scrittura si blocca si ricomincia dall’incipit. Si dà un tempo (tra i 5 e i 10 min). Durante la scrittura si può utilizzare, a basso volume, la musica (non canzoni che distraggono) per favorire la concentrazione. Al termine, senza forzature, i partecipanti condividono quanto hanno scritto con gli altri. Tutti ascoltano con attenzione e fiducia. Non si devono ammettere discussioni su quanto condiviso. La scrittura libera è una tecnica ripresa dal testo “Scrivere Zen” di Natalie Goldberg.

Scarica scheda sulla scrittura libera

Casa dei racconti

Genitori, ma anche i nonni, oggi sempre più presenti nella vita delle Studentesse e degli Studenti, per accrescere la collaborazione tra famiglia ed insegnanti nel compito educativo/formativo/informativo, sono invitati a narrare le proprie esperienze, la storia del luogo e le credenze del territorio.

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